Referendum: si o no... a cosa???

  • Scritto da Marco
  • 08.12.2016  16:47.40
  • La Notizia
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Il voto degli italiani (già da qualche tempo e referendum a parte) è quello di un popolo imbruttito e involgarito, che “chiede” alla politica di essere priva e vergine delle caratteristiche che invece esso stesso ha in abbondanza.
Per esempio si “sfancula” un politico che passa da uno schieramento all’altro, ma ci si sente liberi di cambiare il proprio voto tutte le volte che si vuole.
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Gli si chiede onestà, rettitudine, moralità, cultura, conoscenza, equilibrio, coraggio, personalità... perfino simpatia, dolcezza, cura dell’aspetto fisico…
Una serie infinita di “pretese”, che vengono da chi? Da un “uomo qualunque” che ha perso tante delle virtù che hanno fatto crescere il Paese nell’ultimo Dopoguerra. La laboriosità della gente di provincia, la generosità delle madri di campagna, lo spirito innovativo dell’imprenditoria del nord, l’avanguardia operaia dei centri industriali, l’inventiva degli operatori turistici, le grandi visioni degli studenti neo maggiorenni, i fermenti degli universitari, la saggezza dei pensionati… Si fatica a riconoscere queste categorie per come le abbiamo sempre conosciute.
La politica è l’espressione di questo popolo qui. Una politica virtuosa e rigorosa si scontrerebbe con un’ambizione sempre più diffusa a scantonare dalle regole, a essere “più italiani degli altri” e a saper trovare una scappatoia per alleviare il male di vivere. Molto kpiù comodo e gratificante specchiarsi in una politica di basso profilo, per avere comodi alibi, per trovare un Berlusconi, un Trump, un russo, un arabo, una scia chimica, una loggia segreta di banchieri, un servizio segreto deviato, un papa, un “alto vertice” di qualsiasi tipo su cui scaricare il fagotto delle lamentele e delle paure e aumentare la convinzione che “non sia colpa nostra” e che noi si possa essere “i poveretti… quelli che pagano sempre”
Il presidente Renzi – che ho votato, che senza dubbio rivoterei, seppur all’insegna del “meno peggio” – ha svolto questo ingrato incarico
Risultati immagini per renziper un paio d’anni. Essendo molto presuntuoso aveva creduto di essere diverso dagli altri e di poter fare una fine diversa. Adesso ci ha sbattuto la testa anche lui e si è fatto “da parte”. Una “parte” che ormai è affollatissima: ex comunisti, ex democristiani, ex bocconiani, ex liberali, ex berlusconiani, il pd, il pdl, Di Pietro, Monti, Napolitano… Li abbiamo mandati tutti “a casa” . E chi urlava “bisogna cambiare!”, si cautelava con un “tanto non cambia mai niente e sono tutti uguali”, ma intanto il furore distruttivo veniva espresso alle urne e nella volgarità del dibattito sui social network, passato a sostituire il confronto politico nelle piazze e nelle sezioni, e caratterizzato da una superficialità scoreggiona e da toni ultra-violenti (anche e soprattutto da parte dei meno preparati e informati), segno di un limite di decoro e di propensione al dialogo ormai abbattuto, a un tramontato concetto di responsabilità e misura. Adesso trovare “un altro” a cui gettare addosso tutte le croci sarà impresa durissima. Fra chi è disposto a svolgere il ruolo la scelta è infatti imbarazzante e preoccupante.
Se è inutile chiedere alla politica (italiana e mondiale) di “risolvere” i problemi, allora… cosa si può fare (posto che qualcosa si possa fare)?
Io suggerisco di partire dal basso, da se stessi, dall’individuo, dalle piccole comunità che si frequentano. Di nutrirsi meglio, di studiare di più, di lavorare con impegno, di guardare una televisione migliore, di circondarsi (anche e soprattutto nel tempo libero) della bellezza della musica, dell’arte, delle architetture, della letteratura, dello sport, della natura, di ri-abituarsi a dire la verità, ad essere gentili, eleganti; ad essere parte del dialogo e non del conflitto; parte della soluzione e non del problema.
Di distogliere i propri obbiettivi dal consumo di denaro e di energia e di utilizzare queste risorse per costruire meglio i rapporti con i figli, con i genitori, con gli amici, con i partner, con la natura, all’interno di un Cral, di una società sportiva, di un circolo, di un’associazione di volontariato, di un assemblea scolastica. 
Di ridurre la distanza fra i principi sui cui a parole ci si dice d’accordo - quelli tipici e più o meno comuni alle grandi ideologie cattoliche, liberali e marxiste del Novecento (pace, amicizia, solidarietà, legalità, cultura del lavoro, sprezzo della prepotenza e della slealtà) – e quelli che si praticano nella vita di ogni giorno, che si insegnano ai figli, che si ammirano negli amici, che si richiedono alle persone che si scelgono come rappresentanti; non solo in politica, ma anche nelle mille altre occasioni in cui, con meccanismi democratici, il cittadino determina le scelte dei gruppi in cui svolge la propria vita sociale.





 
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Commenti a Referendum: si o no... a cosa???

  1. Il 21/12/2016 16:55:40 Paolo ha detto:

    Nulla da eccepire. Concetti espressi con la solita, illuminante e semplice luciditą. Grande Marco

 

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