Sesso e Samba

Nel mio mondo ideale una proposta sessuale è sempre lecita.
Nel mio mondo ideale chi la riceve ha due possibilità: accettarla o respingerla.
In caso di accettazione è una festa. In caso di respinta ci si deve attaccare al tram.
Nel mio mondo ideale chi usa la violenza (fisica) per ottenere sesso non consensuale deve subire una pesantissima condanna. Questo, per fortuna, succede spesso anche nel mondo reale.
Queste premesse a me sembrerebbero sufficienti per regolamentare completamente la materia.
Invece questa società ha un problema: ovvero quando la proposta proviene da una parte molto ricca e potente (solitamente l’uomo) ed è destinata ad una parte debole (solitamente la donna), si ha il sospetto che la proposta non sia legittima, ma sia un tentativo di “comprare” la parte debole, offrendo benefit (lavoro, soldi, carriera, ecc) che possono configurare un ricatto o un reato.
Ovvero se un operaio invita una commessa è considerato “etico e congruo” che faccia dei regali, che prometta un futuro, che offra tutto quello che ha per ottenere l’attenzione della donna che gli interessa.
Ma se un “potente” offre lavoro (ad esempio una parte in un film o un ruolo in TV) subordinato o collegato o favorito da una prestazione sessuale scatta lo scandalo.
E il discorso vale anche per un professore che proponga di dare voti più alti ad una studentessa.
O un impiegato che proponga alla propria domestica un prolungamento del contratto.
Non si può. E perché non si può? Cosa c’è di male?
E’ chiaro che valgono tutti gli altri aspetti di legge. Ad esempio non assegnare correttamente un voto è irregolare, ma la motivazione “sessuale”, vale tanto quanto quella dell’antipatia personale o politica o sindacale. E’ indimostrabile. E’ impossibile accertare l’irregolarità di un voto e ricondurlo ad una prestazione sessuale concessa o negata. Sono cose della vita. Antipatiche e sgradevoli, ma che non definirei reati gravi. Il problema delle valutazioni scolastiche e universitarie, in questo Paese, non mi sembra fra i più preoccupanti.
Il caso paradigmatico fu quello che coinvolse il produttore Weinstein e l’attricetta Asia Argento. Ma ne sono successi diversi anche in Italia e in questi giorni si parla di episodi simili.
Weinstein è uno dei grandi manovratori del cinema mondiale. I film che ha prodotto hanno affascinato miliardi di spettatori in tutto il mondo. Diciamo che “se ne intende”
Weinstein sa che per Asia Argento gli spazi che sogna sono chiusi da Julia Roberts o da Scarlett Johansson o da Maryl Streep. Però se la ragazza si rende “simpatica” un posto per una comparsata in una scena tipo quella in cui a Boldi si incastra la zip forse riusciamo a trovarlo. Non è richiesta nessuna bravura, nessun curriculum, nessuno studio. Ci vuole solo una propensione all’immagine birichina capace di stuzzicare gli uomini e attirare l’attenzione delle donne. Come la scelgo una giovane donna con queste caratteristiche? C’è un modo semplice, veloce, divertente ed efficace: sali su. Se no ne chiamo un’altra.
La giovane donna (e torniamo al caso iniziale) ha due possibilità. Accettare (e migliorare la propria considerazione) o rifiutare e continuare ad inseguire altrove il proprio sogno.
Regola fondamentale: la porta deve rimanere aperta sia per entrare sia, IN QUALSIASI MOMENTO, per uscire. Altrimenti violenza, processo, galera, tutto quello che volete.
Io reati, in questa situazione, non ne vedo. Il “potente” si avvantaggia della sua posizione e dei suoi soldi. La ragazza si avvantaggia della sua bellezza e della sua gioventù.
Se vogliamo anche i vostri padri/nonni operai si avvantaggiarono del reddito che producevano, per risultare più interessante agli occhi delle vostre madri studentesse o disoccupate.
Ho classificato i modi di valutare un caso del genere:
1) Posizione “fascista”. Weinstein è un uomo che si è conquistato ricchezza e potere. E’ normale che ambisca a soddisfare, in un modo o nell’altro, tutti i propri desideri. Una giovane ragazza che entra nella sua sfera d’azione entra automaticamente anche nella sua disponibilità. E’ meglio, quindi, che scappi per tempo. Una gazzella non deve avvicinarsi al branco dei leoni. Se lo fa, si sa benissimo come può andare a finire. O, se non lo sa, lo impara. E magari le piace.
2) Posizione “berlusconiana”. I rapporti fra le persone, come ogni cosa, sono disciplinati dal denaro. Weinstein, mette mano al portafogli e compra quello che gli serve. Fra una ragazza “libera” e una prostituta la differenza è solo il prezzo. La prima è più gratificante, ma costa un po’ di più.
Per Asia il discorso è lo stesso: offre sul mercato il suo valore di attrice (per il quale c’è una modestissima richiesta) e il suo corpo (per il quale, invece, i clienti disposti a pagare molto non mancano).
Tutto chiaro, tutto scritto, comprese le clausole sul diritto di recesso.
3) Posizione “cattolica”. Un uomo ultracinquantenne con la pancia (ma anche senza la pancia) deve essere da tempo venuto a patti con la sua sessualità, riservandola alla vita coniugale che si sarà nel frattempo costruito o a donne “congrue” alla sua condizione fisica (non ci sarebbero stati scandali se fosse stata coinvolta una donna di pari età o una molto meno attraente) o ripiegare nel mare ipocrita della prostituzione o della pornografia. Se corre ancora dietro alle seduzioni delle ragazze è uno stupido e, sostanzialmente, un coglione in cerca di guai.
La giovane deve fidanzarsi per tempo con un bravo ragazzo. Se gira per il mondo da donna libera, in cerca di emozioni forti, c’è il consistente rischio che le trovi. Potremo avere per lei cristiana pietà, ma non riusciremo ad esprimere una solidarietà troppo convinta.
4) Posizione “democratica”. Il sesso è teoricamente un bene di cui godere liberamente e consapevolmente. Di fatto, però, è opportuno praticarlo fra soggetti dello stesso rango sociale e della stessa età, perché in casi di sbilancio è da supporre che la parte debole sia in soggezione (perché priva della “consapevolezza”) e la parte forte “se ne approfitti”. Nel caso Weinstein-Argento (dove la differenza è estrema), il primo è quindi fondamentalmente un porco e la seconda è fondamentalmente una vittima.
5) Posizione femminista. Qualsiasi donna che si lamenti di un uomo ha ragione. E’ irrilevante andare a verificare cosa sia successo. Se il rapporto sessuale o anche la semplice proposta hanno generato un qualsiasi tipo di disagio, di pentimento, di insoddisfazione, di frustrazione, di malessere, il maschio che ha provocato queste sensazioni negative è colpevole.
6) Posizione ultramarxista. In un qualsiasi conflitto la parte meno abbiente o meno potente ha una ragione storica superiore a quella della circostanza specifica. Chi ha accumulato potere e ricchezza è colpevole a prescindere.
7) Posizione “Ortolani”. E’ successo quello che è ovvio, naturale e addirittura auspicabile che succeda, a tutela del diritto degli uomini di tentare di essere seduttivi anche quando la loro gioventù seduttiva se ne è andata (se mai c’è stata) e anche delle donne, che potranno liberamente scegliere se valorizzare il loro corpo (con i vantaggi che ne conseguono) o se fare giri più lunghi e faticosi (attraverso lavori, studi, allenamenti o altro) per arrivare allo stesso risultato.
Sarebbe più bello un mondo dove il fattore sessuale venisse azzerato e contassero solo gli altri fattori? Non vale nemmeno la pena di chiederselo. La verità è che in questo mondo, per questa umanità, il sesso (in attesa del perfezionamento degli avatar virtuali) è capace di piombare sulle cose come una mela che cade sul bilancino dell’orafo, facendo impazzire la lancetta e modificando qualsiasi equilibrio. Simulare che non sia così, proporre un meccanismo alternativo, ideale e irrealizzabile rende la costruzione filosofica poco credibile, lasciando strada, per contrappasso, alla crescita dei fans della posizione “1” e “2” fra quelle qui sopra elencate.

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